Briganti o eroi popolari? Va in scena “Jennu brigannu”

I briganti, fuorilegge o eroi popolari? Punti di vista, storie di banditi famosi nella Calabria di fine Ottocento e degli anni successivi, e vicende di uomini comuni, imbastarditi dalla miseria, costretti a delinquere.

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Musicoterapia Benenzon spiega il suo modello

Si è appena concluso il secondo livello formativo di Mtd, Musicoterapia didattica, con i due incontri intensivi tenutisi presso il Tau, Teatro Auditorium Unical, e condotti dall'illustre professore Rolando Omar Benenzon, musicista medico e psichiatra argentino tra le massime autorità nel campo della musicoterapia.

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Musicoterapia didattica. Al via iniziativa dell'Unical
A maggio l'arrivo del fondatore argentino Benenzon

Più di novanta ore di formazione per i futuri tecnici di Musicoterapia didattica. Hanno avuto inizio giovedì scorso presso il Piccolo Teatro dell'Unical il primo ciclo d'incontri previsto dal progetto "Livelli formativi di Musicoterapia didattica", finalizzato alla formazione di tecnici del modello Benenzon.

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La maschera dell'umorismo tiene nascosta la malinconia

Rassegna Nuovi Talenti alla Regia. "Proviamoci ancora", giovedì sul palco del Ptu.

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La Natura in chiave culturale

Prenderà il via, il prossimo 6 marzo, il progetto "Arte Natura e Cultura", rivolto agli studenti delle scuole pubbliche del comune di Castrovillari (CS).

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Zahir, una contaminazione di stili nel centro culturale dell'Università

Le foto che documentano i risultati di sei anni di lavoro campeggiano in questi giorni sulle pareti di una nota libreria cittadina...

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Lo spettacolo di Orrico in tour. Tappe a Roma e Napoli per #neoeroina

Nuove repliche e nuovi palcoscenici per #neoeroina, lo spettacolo del regista, autore e attore Ernesto Orrico, interpretato dall'attrice Maria Marino e prodotto dall'Associazione Culturale Zahir.

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Briganti o eroi popolari? Va in scena “Jennu brigannu”

di Gabriella Lax
su Cronache del Garantista, Reggio Calabria

I briganti, fuorilegge o eroi popolari? Punti di vista, storie di banditi famosi nella Calabria di fine Ottocento e degli anni successivi, e vicende di uomini comuni, imbastarditi dalla miseria, costretti a delinquere. Visioni e racconti spinti fino alla più stringente attualità. “Jennu brigannu” (letteralmente: “andando in giro ad attaccare briga”) va in scena a Spazio Teatro sabato sera (con replica ieri pomeriggio). Lo spettacolo scritto dalla reggina Vincenza Costantino e interpretato da Manolo Muio ed Ernesto Orrico (che ne cura la regia) torna, riproposto in una nuova veste, nella città dello Stretto esattamente dopo dieci anni dal debutto, nella prima versione, al teatro Siracusa, originaria produzione del “Teatro della Ginestra”. Due attori sul palco, al posto dei quattro, ma la storia dell'Italia, la storia dei suoi falsi miti, rimane la stessa. Arricchita, tra italiano e dialetto cosentino, da nuovi particolari, ridisegnata dall'attualità. Due personaggi in cerca di risposte, amici al bar, pronti a convergere con le opinioni o a discutere, anche con le mani in faccia, sempre davanti ad un bicchiere di vino. Profetizzando “Rivoluzioni” che innestano le radici in quelle storiche precedenti, ma che si perdono in chiacchiere da bancone, facendo salti nella storia recente del Meridione. Ilare, a metà tra narrazione, fatti storici e dicerie popolari si snocciola il racconto della Costantino. Fotografia della Calabria, terra d'emigrati e di briganti. Dialoghi incalzanti, nelle vesti divertenti e divertite, che lasciano nell'anima un grande punto interrogativo, sulla natura del ritardo atavico del Sud d'Italia.
L'autrice omaggia la scoperta della cultura calabrese con riferimento a Vincenzo Padula (menzionato in scena) per le due lunghe citazioni di “tradimento e prigione” e l'attualissimo “Strade, autostrade, ponti e infrastrutture”, tratte dalle pagine di “Bruzio”. E poi la storia della brigantessa Marianna Oliverio, omicida che lascia tutto per seguire sulle montagne il marito Pietro, originarie dell'autore Nicola Misasi nelle descrizioni di boschi e paesaggi, così come le voci “contro” il brigante Giuseppe Musolino tratte da “Il gran bosco d'Italia” e “In magna Sila”. Tra le fonti storiche, il riferimento a Garibaldi è tratto da un'interpellanza parlamentare di angelo Manna del 4 marzo 1991. “Un teatro di repertorio – precisa a fine spettacolo, nel dialogo col pubblico, Orrico – un teatro che ci fa divertire ancora,per questo lo riproponiamo”. E' Aldo Valenti il fotografo protagonista de “Linee d'entrata”, una serie di esposizioni fotografiche in concomitanza con le date della stagione teatrale, presentate all'ingresso della sala Spazio Teatro. Valenti con le immagini di “Richiami di memoria” ed il suo studio su “Le serve”, uno spettacolo che Spazio Teatro ha ospitato sette anni fa, nel marzo del 2009 la Compagnia del Teatro Argomm di Milano guidata da Francesco Mazza giunge a SpazioTeatro ospite della rassegna “Zattere”.

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